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Biblioteca Mozzi Borgetti

 
Tipologia
Centro per la cultura
Indirizzo
Piazza Vittorio Veneto – Macerata
 

Biblioteca Mozzi Borgetti

La Biblioteca è situata nell’ex collegio dei gesuiti, un complesso eretto nell’area precedentemente occupata dall’ospizio dei cavalieri di Gerusalemme e sottoposto a rimaneggiamenti architettonici ed ampliamenti a partire dal 1681.

Nel 1773 il comune, per interessamento dei concittadini cardinal Mario Compagnoni Marefoschimonsignor Guglielmo Pallotta e Ferdinando Palmucci, ottiene il collegio dei gesuiti per sistemarvi  l’università e per aprire ad uso pubblico la biblioteca (risalente al 1565) con giorni ed orari fissi, anche se questo avviene solo nel 1787 dopo restauri corposi alla struttura.

Gli  interventi decorativo-pittorici degli ambienti vengono realizzati da artisti come Serafino Scarponi e Costanzo Alberti che cura sulle pareti i medaglioni con i ritratti degli imperatori benemeriti di Helvia Ricina

Per la Galleria degli Specchi Domenico Marzapani e Domenico Cervini creano una trama narrativa di grottesche di matrice raffaellesca e stilemi pompeiani con inserimento di ritratti di filosofi e di scienziati illustri.

Affreschi di analoga guisa decorano altre sale della biblioteca mentre  la volta dell’ex oratorio dei contadini porta la firma di Giuseppe Mattei. Da segnalare la presenza dei lavori d’intaglio di Giuseppe Ciferri e di Bernardino Consalvi, mentre i libri vengono collocati nelle scaffalature create da Domenico Antonio Pianesi.

Le quadrature dei soffitti e lo stile neoclassico delle stanze si devono alla direzione artistica del pittore maceratese Vincenzo Martini.

All’interno del vasto edificio, accanto alla biblioteca inaugurata nel 1787 grazie alla generosità di Bartolomeo Mozzi, hanno sede anche per periodi di tempo esigui il  museo universale maceratese, il teatro e il gabinetto di lettura della società del casino (1809 – 1901), Il museo piacentino ideato nel 1819 da Michele Santarelli, la libreria Borgetti (1834) autonoma fino al 1855 rispetto alla biblioteca Mozzi, la quadreria allestita nel 1860 grazie alla donazione Bonfigli sino alla nascita del museo del risorgimento la cui fondazione è del 1905 ad opera di Giovanni e Domenico Spadoni e le raccolte civiche confluite nel 1927 nei locali della pinacoteca, Il museo delle carrozze e quello etnografico.

È ritenuta una delle maggiori biblioteche delle Marche, grazie alla presenza di circa 400.000 opere tra cui incunabolimanoscritticarte geografichestatuti e fondi giuridici e l’archivio della locale accademia dei catenati.

Il fondo originario di 5000 volumi costituito dalla biblioteca dei gesuiti risale al 1773 e vi confluiscono i libri delle corporazioni religiose soppresse, i testi della “Pubblica Libreria del Comune”, i preziosi  lasciti di Giuseppe e Bartolomeo Mozzi (1789), del padre domenicano Tommaso Maria Borgetti che dona 9.176 volumi (1833), dello storico d’arte Amico Ricci e poi nel corso di Otto e Novecento di altre donazioni, come quella della biblioteca Castiglioni (già di Pio VIII) con 20.000 volumi.

Credits: Macerata Piccoli Itinerari, a cura di Comune di Macerata

Tour virtuale
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Visite Guidate

 
 

Posizione

 

Modalità di accesso


Il luogo è accessibile alle persone con disabilità.

 

Ulteriori informazioni


Prezzi

Ingresso gratuito

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Orario


Servizi di lettura e prestito

Da lunedì a venerdì 9:00 – 18:30
Sabato 9:00 – 13:00

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È consentito l’accesso ad un massimo di 10 persone per ogni turno di visita.

Orari di consultazione fondi speciali

Negli stessi orari di apertura della biblioteca.
È consigliabile fissare un appuntamento, inviando una email al seguente indirizzo: biblioteca@comune.macerata.it

Visita delle sale antiche

Visita guidata gratuita all’interno della Biblioteca previa prenotazione:
Dal lunedì al venerdì alle ore 10.00, 12.00, 15.30, e 17.30 e il sabato solamente alle ore 10.00 e 12.00.
È consentito un massimo di 10 persone per ogni turno.

Per il periodo della mostra in corso Magnifiche metamorfosi. Dal manoscritto al kromolibro (fino al 1° febbraio 2026) le Sale saranno visitabili in autonomia anche il sabato pomeriggio dalle 15.00 alle 17.30 e la domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 17.30

 
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